Roma ha un’abitudine che nessun’altra città condivide: etichetta le cose. Iscrizioni sugli archi, dediche sulle fontane, date sulle chiese, e le lettere SPQR – la sigla con cui la Repubblica romana designava sé stessa – ancora impresse su tombini e lampioni moderni in tutta la città.
Questa abitudine rende Roma un terreno straordinario per una quest: un percorso sul telefono, giocato in squadre, in cui ogni tappa pone una domanda a cui si risponde solo stando lì e leggendo ciò che si ha davanti. Quasi in nessun altro posto c’è tanto testo e tanta scultura ad altezza d’occhi.
Cosa guardare
SPQR ovunque. Una volta notato il primo su un tombino, non si smette più di vederli. È la prova piccola e più chiara che la città antica non è mai davvero finita.
Il Pantheon. Per secoli a ingresso libero, oggi a pagamento, e ancora coperto dalla stessa cupola in calcestruzzo non armato che regge da quasi millenovecento anni, con un foro al centro da cui entra la pioggia.
Le statue parlanti. Pasquino, vicino a piazza Navona, dal Cinquecento serve ad affiggere critiche anonime al potere. Ci si lasciano biglietti ancora oggi.
I nasoni. Le piccole fontanelle di ghisa che erogano acqua potabile senza sosta. D’estate non sono una curiosità: sono il motivo per cui ad agosto si riesce a camminare due ore.
Trastevere. Oltre il fiume, più stretto e meno monumentale, con la stessa densità di dettagli ma una frazione dei gruppi organizzati fino a sera.
Come si svolge una quest
Scegliete punto di partenza e orario. La storia si carica su un telefono per squadra e vi manda al primo luogo, dove l’app chiede qualcosa di cui il luogo è la risposta: un numero romano su una facciata, il numero di colonne di un portico, una parola in un’iscrizione.
Risposta giusta, si sblocca la tappa successiva. Risposta sbagliata: punti, non la partita. Due ore dopo arrivate tutti allo stesso punto con un punteggio. Dettagli su come funziona.
Caldo e folla, onestamente
A luglio e agosto Roma è calda in un modo che cambia ciò che è possibile. Tra mezzogiorno e le quattro il centro è punitivo, e nessun entusiasmo lo aggiusta.
Giocate alle otto del mattino o dopo le sei. Più fresco, più vuoto e con luce migliore.
Riempite le bottiglie ai nasoni. L’acqua è potabile e gratuita, e c’è una fontanella ogni poche centinaia di metri.
Scegliete l’ombra. Un percorso nei vicoli tra il Pantheon e Campo de’ Fiori è molto più comodo di uno che attraversa piazze aperte.
Con un gruppo, dividetevi in squadre da quattro a sei sullo stesso percorso. La nostra pagina gruppi e aziende copre le prenotazioni numerose, e il nostro articolo sulle attività di gruppo approfondisce la scelta per dimensione.
Domande frequenti
Che cos’è una quest a Roma?
Un percorso autoguidato in città, giocato in squadre sul telefono, in cui ogni luogo ha un enigma da risolvere sul posto prima che si sblocchi il successivo. Nessuna guida, nessuna partenza fissa, il ritmo lo decidete voi.
Quanto dura?
Circa due ore di gioco su due-quattro chilometri. In totale calcolate tre ore compresi ritrovo e chiusura.
Servono biglietti per Colosseo o Vaticano?
Non per una quest, che funziona interamente dalla strada. Entrambi richiedono prenotazioni a parte e conviene trattarli come una mezza giornata a sé.
Qual è il momento migliore per giocare?
Presto la mattina o al primo sera, soprattutto da giugno a settembre. Primavera e autunno sono comodi a qualunque ora.
È adatto ai bambini?
Da circa otto anni con un adulto in squadra. Numeri romani e colonne da contare funzionano bene a quell’età; le iscrizioni lunghe no.
Roma si gira a piedi?
Sì, ed è l’unico modo sensato di vedere il centro. Il selciato è sconnesso, i marciapiedi stretti, e le distanze tra i luoghi famosi più brevi di quanto quasi tutti si aspettino.
Giocare a Roma
Guardate cosa c’è sulla nostra pagina delle destinazioni, o parlateci del vostro gruppo dalla pagina contatti.





